Per chi sta muovendo i primi passi nel mondo editoriale, la figura dell’agente letterario potrebbe essere avvolta da un’aura di mistero.

È risaputo che ha un ruolo di rappresentanza per l’autore, e anche che le grandi case editrici assegnano a questo professionista lo scouting di nuovi talenti.

Ma quali sono i suoi precisi compiti? Come si trova l’agente adatto? E, soprattutto, quali vantaggi comporta?

Il mercato editoriale

L’agente letterario in Italia si diffonde con il boom economico degli anni ‘60.

Con il moltiplicarsi delle pubblicazioni e anche degli autori, le case editrici sentono la necessità di una figura che si occupi di selezionare i testi adatti al nuovo panorama editoriale, che funga da intermediario e mediatore.

Una volta creato il contatto tra editore e autore, l’agente segue tutte le fasi successive della pubblicazione, a partire dal contratto di edizione.

Se l’intenzione è pubblicare con editori distribuiti sul mercato nazionale e internazionale, vale la pena rivolgersi a un agente. Esistono ovviamente anche casi in cui l’autore è riuscito a inserirsi nel mondo editoriale in autonomia, trovando una casa editrice che si occupa di ogni aspetto.

Di norma, se un autore emergente vuole farsi conoscere ma non sa muoversi sui social e ha bisogno di una spinta e di un sostegno professionale, l’agente è salvifico, perché gli permette di entrare in contatto con delle realtà con cui normalmente non è possibile comunicare in modo diretto.

Ci sono grandi editori che ormai agiscono solo tramite agenzie letterarie. Non tutti fanno scouting in autonomia o sugli store online, e non prendono in considerazione proposte di emergenti non rappresentati.

D’altro canto, può succedere che siano gli editori stessi a interessarsi a particolari autori, anche se già pubblicati in self. In questo caso, è possibile che la casa editrice contatti direttamente l’autore, o chi si è occupato della revisione del romanzo per valutarne le potenzialità.

Come scegliere?

Una veloce ricerca online dimostra che le possibilità di trovare un agente letterario sono molte.

Quando l’autore non ha conoscenze nel settore editoriale e vorrebbe collaborare con un agente, per orientarsi tra le varie opzioni, deve innanzitutto valutare la credibilità delle agenzie tramite i nomi degli autori che l’agenzia stessa rappresenta, e che ha aiutato a pubblicare.

L’autore, quindi, deve chiedersi:

  • Chi sono questi scrittori?
  • Cosa hanno pubblicato?
  • Con quali editori?

Si tratta di parametri importantissimi. Di base, se non c’è un sito web ben fatto, chiaro e trasparente, con una lista autori e/o un catalogo, è possibile che l’agenzia letteraria sia agli esordi, e che non possieda ancora contatti importanti.

Molte agenzie letterarie offrono anche servizi editoriali, e non è raro che le valutazioni siano a pagamento.

Nel caso di una valutazione il cui scopo è quello di capire se proporre o no un’opera a un editore, l’editor deve compilare una scheda scrupolosa e analitica. Questo perché verrà letta da esperti che decideranno se il manoscritto e il suo autore possono entrare a far parte della scuderia di una casa editrice.

Se il progetto proposto è commerciabile, adatto al mercato e alle tendenze attuali, è nell’interesse dell’agente proporlo alle case editrici più adatte e a ricavarne l’accordo migliore per l’autore.

A ognuno il suo

Lavorando sia sul fronte del service editoriale sia su quello di scouting, un’agenzia letteraria riesce a porsi come intermediario tra autore e casa editrice. È possibile, infatti, che arrivino in valutazione o in revisione manoscritti interessanti, per cui vale la pena stabilire la destinazione più consona.

Ad esempio, se l’autore non avesse una community sul web, o se il genere della sua opera non fosse adatto al self-publishing, potrebbe avere maggiore successo con una casa editrice. D’altra parte, alcuni generi sono più adatti al mercato del self, ma funzionano al meglio se l’autore è conosciuto sui social, e ha già una community attiva. Diversamente, senza una spinta di marketing, l’opera rischierebbe di perdersi nel mare magnum degli store online, per cui il supporto di un agente potrebbe fare la differenza.

Gli strumenti dell’agente

Dal momento che la credibilità si costruisce con il tempo, è facile che un agente abbia iniziato la sua carriera nel mondo dell’editoria come tecnico. Questo gli permette di avere a disposizione una rete di contatti, uno degli strumenti più importanti per questo tipo di lavoro.

Un agente ha sempre una forte passione per il mondo editoriale, lo analizza, lo studia, ne conosce i meccanismi e le modalità di utilizzo.

Si parte sempre da uno studio di mercato. Ogni volta che valuta un manoscritto l’agente, oltre a stabilire la qualità dell’opera, deve chiedersi se è possibile potenziarne la trama per renderlo ancora più accattivante, in quale segmento può essere inserito, quindi il genere di appartenenza, il target di riferimento (i potenziali lettori), le richieste del settore (la domanda). E soprattutto la destinazione, ovvero a quali editori inviare l’opera.

Inoltre, deve costruire un progetto a lungo termine sull’autore, per aiutarlo a cresce e a farsi conoscere.

Cogliere l’attimo

Ma un autore che contatta un agente letterario, che cosa deve aspettarsi?

Beh, sembrerebbe che la risposta sia proprio… di aspettare! Quando l’autore si mette in contatto con un agente, deve considerare la possibilità di tempi di risposta molto lunghi. L’opera proposta è innanzitutto da valutare. L’editor che ha preso in carico la valutazione del manoscritto, dunque, deve farsi un’idea sulla vendibilità dell’opera, e se sia meglio muoversi insieme a una casa editrice o in self.

Uno dei criteri di valutazione è che cosa richiede il mercato in un dato momento.

Un buon agente è rivolto al futuro. Non è facile, perché deve tenersi sempre informato sulle richieste delle case editrici, deve prevedere i movimenti del mercato e saper cogliere le giuste opportunità. Spesso sono i referenti degli editori che cercano generi specifici, o autori di un certo tipo, che l’agente deve essere pronto a proporre.

Quindi si tratta di un insieme di fattori che devono combaciare al momento giusto.

Può capitare che un romanzo interessante venga presentato in un momento in cui non c’è richiesta, e che il suo potenziale venga sprecato. Se si vuole pubblicare in un’ottica funzionale bisogna essere intelligenti e saper cogliere le opportunità. Per questo sapere in che direzione si muove il settore è essenziale, per un agente letterario.

Le prospettive

Sebbene, dunque, il momento ideale per un certo titolo potrebbe durare un attimo, ci sono dei generi che non vengono mai eliminati dai cataloghi.

Molto dipende dai desideri e dalle prospettive dell’autore: con un agente letterario è possibile creare un percorso su misura.

Ad esempio, per i gialli è consigliabile cercare sempre una casa editrice, perché in self si farebbe un’estrema fatica senza avere una community già esistente, una fanbase di lettori appassionati.

Anche l’aspetto anagrafico del target cambia molto in base al genere, e quindi deve cambiare il modo di muoversi. Per rimanere sull’esempio dei libri gialli, il lettore tipico facilmente si attesta tra i 35 e i 70 anni, abituato magari ad acquistare in libreria titoli pubblicati da case editrici rinomate.

Discorso completamente diverso per il romance, che ha un grande potenziale anche in self-publishing.

Proprio per questo gli agenti letterari non rappresentano tanto il titolo quanto l’autore stesso: l’obbiettivo è quello di creare un progetto a lungo termine, orientato al futuro, che possa fruttare al meglio per tutte le parti coinvolte.

I costi

Oltre agli eventuali costi di valutazione e revisione del manoscritto, l’autore non deve sostenere altre spese da parte dell’agenzia.

Normalmente, l’agente prende una percentuale sulle royalties, per cui è l’editore che paga sia lui che l’autore. Chiedere un costo fisso per il lavoro di proporre il testo alle case editrici, dunque, non è la norma. La prospettiva futura si presenta come un punto di domanda troppo grande, e il fatto di non ricevere un pagamento fisso incentiva l’agente a vendere il titolo e venderlo al meglio.

È un lavoro rischioso in cui si va con i piedi di piombo, perché un margine molto alto di rischio, ma la ricompensa quando si scopre un nuovo talento fa sì che il gioco valga la candela. Il supporto di un agente letterario, dunque, non garantisce l’assoluto successo di un’opera, ma può essere la carta vincente per posizionarsi al meglio sia in una casa editrice sia in un percorso di autopubblicazione.

 

 

2 pensieri su “Come lavora un agente letterario?

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