Archivio Tag: #incipitdelmese

“Il profumo” di Patrick Süskind

  Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte ecc., oggi […]

“Eleonor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman

 Quando qualcuno – tassisti, igienisti dentali ­– mi chiede che cosa faccio, io rispondo che lavoro in un ufficio. In quasi nove anni nessuno mi ha mai chiesto di che tipo di ufficio si tratta o che genere di lavoro svolgo. Non so decidermi se è perché corrispondo perfettamente alla loro idea di come dev’essere […]

“The Outsider” di Stephen King

Era un’auto senza contrassegno, una berlina americana come tante altre, vecchia di qualche anno, ma le ruote nere e i tre uomini all’interno non lasciavano dubbi sulla sua vera natura. I due seduti davanti indossavano un’uniforme azzurra. Quello seduto dietro aveva un completo, ed era grosso come una casa. Due ragazzi neri sul marciapiede, uno […]

Revolutionary Road di Richard Yates

L’ultima eco della prova generale si spense, e gli attori della Compagnia dell’Alloro si ritrovarono senza altro da fare che starsene lì, silenziosi e smarriti, a guardare oltre le luci della ribalta verso una platea deserta, battendo le palpebre; osavano appena respirare, mentre la figura tozza e solenne del regista emergeva tra le nude sedie per […]

“Le dodici domande” di Vikas Swarup

Sono stato arrestato. Per aver vinto a un quiz televisivo. Sono venuti da me ieri a notte fonda, quando anche i cani randagi erano andati a dormire. Hanno buttato giù la porta, mi hanno ammanettato e condotto fino alla jeep, che mi aspettava fuori con i lampeggianti rossi accesi. Non ci sono state sceneggiate. Neanche […]

“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L’impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt’attorno allo stanzone, […]

“Il buio non fa rumore” di Candice Fox

Quando trovai Donna era un periodo di pensieri bui. Da un mese la mia unica compagnia era la pistola, e le pistole dopo un po’ cominciano a parlarti, se resti solo con loro abbastanza a lungo. Mi osservava con il suo occhio nero mentre mi muovevo nella casa vuota, notava come evitavo di disfare gli […]