La scrittura è una forma d’arte intrinsecamente intrecciata alla presenza di un lettore. Il lettore è il compagno di viaggio dell’autore, è più di un semplice destinatario: è un complice. Offre uno specchio virtuale che può influenzare la struttura, il tono e persino la scelta delle parole. Il rapporto tra lettore e scrittore si manifesta ogni volta che una storia viene condivisa. Questa connessione, seppur invisibile, è il cuore pulsante della letteratura.

I due soggetti condividono una relazione speciale che si basa sulla capacità delle parole di creare mondi: quando un autore plasma le frasi con cura e precisione, costruisce ponti invisibili che permettono a chi legge di attraversare il confine tra la realtà e la fantasia. Per questo è indispensabile, nel progettare un testo, pensare sempre a chi lo avrà tra le mani.

Il lettore ideale

Se sei un autore, nel tessere una trama dovresti considerare la reazione del lettore ideale, cioè quello che rientra nei canoni del target di riferimento. Come abbiamo visto in questo articolo, In ambito editoriale, il termine “target” si riferisce al pubblico a cui è indirizzato un particolare libro. Definire il target è una parte fondamentale della strategia editoriale, poiché aiuta a orientare il contenuto e la promozione verso un gruppo specifico di persone che sono più propense a essere interessate al romanzo proposto.

I criteri che possono essere utilizzati per definire il target in ambito editoriale includono:

  • la fascia di età
  • il genere letterario
  • gli interessi specifici
  • i dati demografici come la posizione geografica, il reddito e il livello di istruzione
  • lo stile di vita

Oltre al target

È importante, però, non fossilizzarsi troppo sui numeri: ogni genere, anche la nicchia più particolare, ha il suo pubblico. Quello che è fondamentale è “solo” tenere a mente che il lettore esiste, e che tutto ciò che scrivi è per lui. Svolge il ruolo di giudice silente, posto in tribuna a valutare l’efficacia delle parole. Questo lettore immaginario, rigoroso e attento, può aiutarti a perfezionare la tua arte. Scrivere con il lettore ideale in mente può diventare una forma di autocritica costruttiva, perché questa consapevolezza può influenzare le scelte narrative e le decisioni stilistiche. Insomma, cercherai sempre di soddisfare un criterio immaginario di eccellenza.

Un linguaggio universale

La scrittura è il mezzo attraverso il quale uno scrittore esprime il suo mondo interiore, le sue idee e le sue emozioni. Tuttavia, il suo significato completo emerge solo quando il lettore decifra e assorbe queste parole. In questo scambio di significati, la scrittura diventa un linguaggio universale. L’autore, attraverso le sue parole, offre al lettore una finestra aperta sulla sua mente, e il lettore, a sua volta, apre il suo cuore per accogliere e interpretare questo dono.

È l’empatia la chiave per mantenere viva la relazione tra scrittore e lettore. Tramite l’empatia, l’autore sviluppa una consapevolezza acuta delle esigenze, delle aspettative e delle emozioni del pubblico. Questa connessione può trasformare la scrittura da un atto solitario a una forma di comunicazione bidirezionale: la scrittura diventa uno specchio in cui il lettore può riflettere su se stesso, esplorare nuove prospettive e nuove emozioni.

La lettura attenta

Ti sei mai chiesto perché si parla del beta reader, cioè lettore beta, ma non dell’alfa? Il motivo è semplice: l’alfa reader è l’autore dell’opera. È lui che, per primo, diventa il fruitore finale, il pubblico ideale, il critico letterario più temibile. Il primo lettore per cui devi scrivere, dunque, sei tu.

Abbiamo parlato della figura del beta reader in questo articolo!

Nel manuale Leggere da scrittore, l’autrice Francine Prose sottolinea l’importanza di leggere in modo critico sia i propri testi, sia quelli degli altri. Le figure di scrittore e lettore, quindi devono essere sovrapponibili. Sostiene Prose:

“Nel percorrere la strada dell’aspirante scrittrice, ho letto e riletto gli autori che più amavo. Ho letto per piacere, prima di tutto, ma anche in maniera più analitica, prestando attenzione allo stile, alla scelta e alla disposizione delle parole, a come erano costruiti i periodi e trasmesse le informazioni, al modo in cui lo scrittore strutturava la trama, creava i personaggi, faceva uso dei dettagli e del dialogo. E mentre scrivevo, ho scoperto che la scrittura, come la lettura, si sviluppava una parola alla volta, un segno di interpunzione alla volta.”

Non cadere nella trappola

Una delle difficoltà maggiori sta soprattutto nel modo in cui le informazioni vengono date al pubblico: se l’autore è già a conoscenza di certe caratteristiche dei personaggi o dell’ambientazione, rischia di non fornirli al lettore in modo adeguato. Allo stesso tempo, c’è il pericolo opposto: proprio per evitare che il lettore possa sentirsi spaesato, chi scrive potrebbe fornire troppe informazioni, magari tutte insieme, magari ripetendole più volte, magari del tutto inutili. Hai presente la trappola dell’infodump?

Se non riesci a calarti del tutto nei panni dei tuoi lettori, non ti preoccupare: è normale, soprattutto all’inizio. Se vuoi conoscere potenzialità e criticità del tuo romanzo, richiedi una scheda di lettura!

Foto di Blaz Photo su Unsplash

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